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La Maison de la Joie è una casa-famiglia per bambini ex schiavi e per donne allontanate dal clan familiare.
La Maison de la Joie è una casa-famiglia per bambini ex schiavi e per donne allontanate dal clan familiare.
La Maison ospita oggi 51 bambini e 5 donne ed è punto di riferimento per molte altre donne che necessitano, per periodi più o meno lunghi di accoglienza e rifugio.
I bambini che vengono accolti e vivono nella casa sono tutti ex schiavi. Sono gli sfortunati eredi di un antica tradizione locale in cui i genitori, non sapendo come crescere i figli, li affidavano ai parenti più abbienti per dar loro la possibilità di studiare. Oggi però di questa usanza non c'è più traccia e questi bambini sono invece venduti come veri e propri schiavi dai genitori. Nonostante le ridotte possibilità economiche sono ormai 51 i bambini che la Maison ha strappato a una vita non degna di questo nome, dando loro una casa, un'istruzione e la possibilità di costruire il loro futuro.
I bambini vengono seguiti dalle 5 donne che vivono nella casa. Sono mogli o ragazze madri, cacciate dal clan famigliare perché non disposte a sottostare alle imposizioni, spesso brutali, dei mariti.
Possiamo suddividere i nostri progetti in due categorie:
quelli continuativi che fanno parte dell'anima stessa della Maison nata per accogliere e aiutare donne e bambini e quelli che comportano la costruzione di edifici, pozzi, mulini, impianti di irrigazione e che di volta in volta vengono avviati e realizzati.
Il turismo responsabile
si riferisce a un approccio al turismo nato alla fine degli anni '80 e caratterizzato da una duplice preoccupazione per l'ambiente dei luoghi visitati dal turista e per il benessere delle popolazioni che vi abitano.
Nella maggior parte dei casi, l'espressione viene utilizzata con riferimento al turismo nei paesi del Terzo Mondo o in via di sviluppo, dove si concentrano una parte essenziale del patrimonio ambientale del pianeta e, spesso, popolazioni in difficoltà.
Ma se caliamo il concetto nella quotidianità di un viaggio in Africa, cosa significa essere turisti responsabili? Forse per capirlo dobbiamo prima di tutto rispondere ad alcune domande.
- Perché non dobbiamo dare soldi ai bambini?
In Africa i bambini sono ovunque ed è piuttosto frequente che, vedendoci bianchi, ci chiedano denaro. Dobbiamo tenere presente che il pochissimo denaro che i turisti danno ai bambini può diventare una fonte di reddito per le famiglie locali che, in gravi difficoltà, potrebbero preferire lasciare i figli per le strade ad accattonare piuttosto che mandarli a scuola. In questo modo noi distruggiamo il futuro di quei bambini. Le donazioni vanno bene, ma è importante che le facciamo attraverso strutture in grado di dare un reale contributo alla vita dei bambini. Informatevi prima di partire o quando siete sul posto cercate delle associazioni che vi dicano cosa può essere utile fare per loro.
- Dov' è più opportuno alloggiare o mangiare?
Ogni qual volta sceglieremo un alloggio e un ristorante gestito da persone del posto daremo il nostro contributo all'economia locale, incentiveremo l'iniziativa dei singoli e contribuiremo all'auto sviluppo del paese. E, cosa altrettanto importante, faremo un piccolo passo alla scoperta di un mondo lontano e accogliente.
- Perché dobbiamo fare attenzione a cosa compriamo?
Esistono conchiglie, gioielli, cinture, tappeti e una serie innumerevole di prodotti artigianali, differenti da paese a paese, che vengono realizzati con animali protetti e in via di estinzione. Comprarli significa depredare un patrimonio collettivo e danneggiare l'economia e il futuro del paese.
Facciamo attenzione prima di acquistare qualcosa e cerchiamo di capire se il nostro souvenir sarà davvero il ricordo di un viaggio che ci ha avvicinato agli altri nel rispetto della natura, delle persone e degli animali che vivono nella terra che ci sta ospitando.
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