La maison de la joie oggi
La Maison de la Joie è una casa-famiglia per bambini ex schiavi e per donne allontanate dal clan familiare.
La Maison de la Joie è una casa-famiglia per bambini ex schiavi e per donne allontanate dal clan familiare.
La Maison ospita oggi 51 bambini e 5 donne ed è punto di riferimento per molte altre donne che necessitano, per periodi più o meno lunghi di accoglienza e rifugio.
I bambini che vengono accolti e vivono nella casa sono tutti ex schiavi. Sono gli sfortunati eredi di un antica tradizione locale in cui i genitori, non sapendo come crescere i figli, li affidavano ai parenti più abbienti per dar loro la possibilità di studiare. Oggi però di questa usanza non c'è più traccia e questi bambini sono invece venduti come veri e propri schiavi dai genitori. Nonostante le ridotte possibilità economiche sono ormai 51 i bambini che la Maison ha strappato a una vita non degna di questo nome, dando loro una casa, un'istruzione e la possibilità di costruire il loro futuro.
I bambini vengono seguiti dalle 5 donne che vivono nella casa. Sono mogli o ragazze madri, cacciate dal clan famigliare perché non disposte a sottostare alle imposizioni, spesso brutali, dei mariti.
La nostra storia
Quindici anni fa, come tutte le estati, un uomo volò dall'Italia al Benin per
fare il volontario e quell'anno, incontrò una giovane donna, la guardò e pensò che era bellissima.
Lei, ovviamente,
aveva capito, ma lo guardava con sospetto e lo evitava perché sapeva quello che raccontavano le donne sugli uomini bianchi.
Le ferie finirono e lui ripartì con la promessa di tornare, migliorò il suo francese e sei mesi dopo mantenne la promessa. Quando lo vide, lei decise di fidarsi e lui continuò a mantenere la promessa andandola a trovare per qualche anno fino a quando, stremato, le chiese di sposarlo. Lei accettò, fece una piccola valigia e partì con lui per l'Italia. Insieme decisero di costruire una casa nella cittadina di Ouidah, nel paese di lei, non lontano dal mare e quando fu finita si stupirono di aver sognato una grande casa su due piani, con terrazzi, colonne e molte stanze. La donna ne fu felice. Ogni volta che tornava rivedeva la sua amica d'infanzia, la sola con cui avesse condiviso i segreti e la durezza della vita e ogni volta che ripartiva le prometteva che sarebbe ritornata. Ma un giorno l'amica le scrisse in Italia per confidarle che era rimasta sola, che era spaventata e non aveva più una casa in cui stare. Lei lesse la lettera al marito e insieme decisero di farla vivere nella grande casa vuota. Poco dopo anche l'amica potè sposare l'uomo che amava, ma non riusciva a dimenticare il passato e un mattino di settembre, quando vide una bambina tenuta in schiavitù, decise di confidarsi con il marito. Lui condivise il suo pensiero, lei riscattò la bambina e la portò con nella casa.
Così ebbe inizio la nostra storia: Flavio sposò Therese, lei aiutò Justine, che a sua volta salvò una bambina senza nessuno. Quando gli sposi tornarono, disse:
"Era una schiava, non potevo lasciarla dov'era, non potevo fingere di non vederla quando passavo per la strada."
Flavio guardò Therese e le rispose:
"Hai fatto bene, la casa è grande.."
E ben presto si sparse la voce che a Ouidah c'era un posto dove le donne potevano rifugiarsi. E le donne arrivarono, con i figli sulla schiena o per mano, disperate e denutrite e lì, nella grande casa, hanno sempre trovato conforto. Molte ripartirono, alcune restate, altre hanno lasciato figli e nipoti per salvarli da un futuro infame. La prima bambina è ancora con noi ed è una ragazza studiosa che si chiama Samilia.
E la grande casa, che risuona ogni giorno delle risate dei bambini, si chiama la
Maison de la Joie.
La nostra sede
BENIN - OUIDAH: ENSEMBLE POUR GRANDIR "LA MAISON DE LA JOIE" ONG maison d'ide -
2°arrondissement Quartie Gbenan -BP 645 Ouidah - Benin
Tel. 00229 97162656
nr° d?enregistrement du dossier: 2008/0194/DEP-ATL-LITT/SG/SAG/Asso. Du 13 mai 2008