Blog Il turismo responsabile

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Una lettera dall'Africa

Esiste un modo di viaggiare la cui prima caratteristica è la consapevolezza: di sé e delle proprie azioni.

Esiste un modo di viaggiare che porta alla conoscenza della realtà sociale, culturale, economica ed ambientale del Paese che si sta visitando.

Mi riferisco ad un viaggiare etico e consapevole, che va incontro alla gente ed alla natura del posto con rispetto e disponibilità. Un turismo che sceglie di non avallare distruzione e sfruttamento, ma si fa portatore di quelli che ritengo siano i principi universali fondamentali: equità, sostenibilità e tolleranza.

Flavio Nadiani, Marco Di Nardo e gli altri volontari de La Maison de la Joie hanno scelto QUESTO modo di viaggiare. Hanno sposato la scelta del turismo responsabile.

E proprio da lì, da La Maison de la Joie, una missione, un rifugio in Benin per bimbi che hanno vissuto il dramma della schiavitù, alcuni giorni fa, Rob ed io abbiamo ricevuto la lettera di Flavio...


Cari Ila & Rob,

nonostante i problemi e le vicissitudini avute in quest'ultimo anno, La Maison de la Joie procede con la sua missione: che è quella di stare SEMPRE dalla parte dei bambini indifesi ed umiliati.

Per fare questo abbiamo dovuto pagare un prezzo altissimo, in termini morali e affettivi, sia in Benin che in Italia.

La sofferenza ci ha portato notti insonni, rughe nuove, capelli sempre più brizzolati e cuore a volte pesante...Sappiamo che non siamo stati perfetti, anche nel voler fare del bene, e mai forse lo saremo, ma quello che è certo è che ogni volta cerchiamo di interpretare con umiltà cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è invece sfruttamento.

Questo alcuni non l'hanno voluto capire.

La vita è fatta di sogni, ma poi è la cruda realtà quella che ogni giorno ci sveglia e ci interpella ad una risposta che deve essere costante. La poesia diventa prosa, ma guai a colui che toglie la speranza negli occhi di un bimbo, non sarà mai degno della nostra considerazione e amicizia.

Nella speranza di vedervi e sentirvi presto, vi saluto caramente.

Flavio

 

Ad un grande senso di ammirazione e di stima, si aggiunge un forte desidero: quello di essere lì, con gli amici de La Maison de la Joie. E il desiderio di far parte di un grande progetto, quello di riuscire a donare ai bimbi meno fortunati un diritto fondamentale: il futuro.
Letto 3431 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Maggio 2013 16:02

1 commento

  • Link al commento Angela Gamberini Venerdì, 08 Novembre 2013 11:19 inviato da Angela Gamberini

    Vacanze 2013

    Dove ho passato le mie vacanze nell'agosto del 2013?
    Sono tornato alla Maison de le joie, in Benin.
    Dico sono tornato in quanto con quest'anno è la terza volta che vado in africa, ovvero in un paese che non è da noi geograficamente tanto lontano, ma che per usi,costumi,tradizioni, è infinitamente a noi lontano!

    È stato un agosto veramente impegnativo, pieno di impegni e di emozioni.

    Ci siamo trovati in diciassette italiani: con un'eta' che andava da 16 a 74 anni, provenienti da diverse regioni d'italia.
    Abbiamo dedicato il nostro tempo ai 18 bambini presenti, la cui età in questo periodo va dai tre ai quattordici anni, cercando di far loro trascorrere giorni diversi con giochi, gite al mare, momenti di istruzione scolastica, e coinvolgendo le ragazze più grandi nel fare dei dolci per tutti.
    Non sono mancati momenti di lavoro manuale: tutti abbiamo messo a disposizione le nostre...esperienze....per imbiancare, aggiustare sedie, riparare un impianto elettrico,........

    Certamente abbiamo fatto poca vacanza se per vacanza intendiamo spiaggia e sdraio, abbiamo vissuto all'interno di una struttura cercando di tener presente in ogni momento le esigenze di tutti, in particolar modo dei bimbi ospiti di questa struttura, e. anche se non era assolutamente scritto, debbo dire che tutto è andato veramente bene.

    All'interno del sito dedicato alla maison de la joie, si legge in più punti di "turismo responsabile".

    In effetti, abbiamo fatto anche i turisti: sempre accompagnati da nostri amici locali, abbiamo visitato diversi luoghi con l'intento di comprendere la loro storia e di capire il loro modo di vivere.
    Certamente - anche dopo tre anni di turismo responsabile - non posso dire d'aver capito molto del loro modo di vivere: sono comunque arrivato alla conclusione che di certo non deve essere molto facile vivere in un paese dove un litro di benzina costa quasi un euro, una persona "fortunata" percepisce 45 euro di paga mensile,e dove sanita e scuola non sono un diritto ma spesso un vero e proprio lusso.
    Non deve essere facile vivere in un paese senza risorse naturali, dal quale i più ambiscono di emigrare per la ricca Nigeria, e che comunque è visto come una "terra da sogni" per gli abitanti del Togo!

    Una cosa comunque mi ha colpito: il sorriso

    Tutti ti sorridono, e il sorriso di chi , senza dubbio alcuno lotta per la sopravvivenza, fa riflettere molto, fa porre molte domande, apre molte discussioni, fa implorare giustizia!

    A metà vacanza, tutti abbiamo aderito all'iniziativa lanciata da Marco: appassionato di turismo responsabile, che già ha vissuto quattro momenti di "vacanza" presso la maison de la joie.
    Di questo suo progetto ne aveva già parlato durante la riunione che si era tenuta prima della partenza, ma a parte qualche inesauribile entusiasta, i più erano se non altro scettici. Come poteva pensare di far trascorrere cinque giorni a diciassette persone che le più non si conoscevano, nelle regioni del nord del Benin, dove le strutture sono poche e le strade perlomeno difficili da percorrere ?
    Oggi debbo dire BRAVO Marco: oltre ad averci fornito per ogni luogo visitato un'infinita' di notizie storico-culturali, e' sempre riuscito a trovare delle persone locali disposte ad accompagnarci tra i villaggi, per farci vedere un'africa diversa, dai più forse dimenticata, ma che comunque ancora oggi e' una realta' per migliaia di persone.
    Non c'e' stata sosta che non ha visto i ragazzi del nostro gruppo dedicare attenzioni ai ragazzi locali, coinvolgendoli in piccoli momenti di svago.
    Non c'e' stata ripartenza che non ha visto i piu' piccoli correre dietro i nostri furgono, continuando a salutarci.
    Non c' e' stata volta che i nostri volti non fossero passati da lacrimoni, forse per far loro capire che tutto quello che vedevamo aveva comunque lasciato il segno......

    Come potro' mai dimenticare l' esperienza d'aver dormito all'interno di loro abitazioni, senza luce ed acqua? O come venivo toccato nelle braccia con l'intento di capire cos'era quella peluria che avevo attaccata alla pelle?
    Ancor oggi ho ben presente l'immagine di una vecchia donna che percorreva in lungo ed in largo i campi, facendo segni di preghiera nell'aria per invocare la pioggia: se non piove, non nasce nulla dalla terra, ovvero si muore di fame...
    Ancor oggi ho ben presente l'immagine di decine di persone che da settimane aspettavano davanti ad un ospedale, di essere visitate pur non avendo i soldi per pagare.....
    Ancor oggi ho ben presente l'immagine di centinaia di donne al mercato, che vendono
    Tutte la stessa mercanzia, allo stesso prezzo.....

    Tutto questo e' dentro di me, e certamente un pochino mi ha cambiato.
    Giancarlo

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